Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina FB e IG “@DonnenonfacciamoloinRete”, nata per tutelare le donne e i minori dai pregiudizi e dai pericoli del web.
Da bambini leggevamo le fiabe prima di andare a dormire, e a scuola ci perdevamo nei miti della letteratura, alle prese con intrighi, maghi, eroi, orchi, guerre sanguinose, territori da conquistare.
L’umanità inventa e racconta da sempre fiabe e miti con cui dare consolazione e sollievo al cuore, preda di paure e incertezze.
Ma c’è un inghippo.
Fiabe e miti, proprio perché incastonati nella nostra cultura, rivestono un ruolo fondamentale nella costruzione e nella trasmissione dei peggiori stereotipi, preconcetti, visioni distorte dell’universo maschile e femminile.
Pensiamo a quante fiabe raccontano le donne come principesse indifese da salvare e gli uomini come eroi che coraggiosamente risolvono problemi, sconfiggono nemici, combattono guerre, baciano fanciulle addormentate (che oggi, al risveglio, li denuncerebbero, invece di abbracciarli).
Sono tantissimi i romanzi e i miti in cui le donne sono la causa di ogni guerra e male, da Eva a Pandora a Elena di Troia, attraverso i secoli e le culture.
Alcune autrici hanno deciso di offrire un’alternativa a questa visione, che non significa cancellare le storie che già conosciamo, ma proporne altre che offrano una prospettiva diversa: invertendo il genere dei protagonisti, cambiando il punto di vista del narratore o il finale.
L’obiettivo è necessario: raccontare le donne al di là dello stereotipo, oltre l’idea cristallizzata che di loro ha costruito il patriarcato.
Perché tutte noi, a un certo punto, ci siamo chieste: ma quella poveretta che ogni giorno rassetta, lava, riordina e cucina per sette nani senza mai annoiarsi che cosa c’entra con me?
(Sara M.)



