Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina FB e IG “@DonnenonfacciamoloinRete”, nata per tutelare le donne e i minori dai pregiudizi e dai pericoli del web.
Ogni anno l’8 marzo torna accompagnato da simboli, celebrazioni e parole che ricordano il valore delle donne nella società. Tuttavia, il significato più profondo di questa giornata non sta nelle ricorrenze ufficiali, bensì nello spazio che una comunità decide di concedere alle sue bambine per immaginarsi libere, curiose, autonome.
Per secoli, alle donne è stato negato l’accesso all’istruzione, alla vita culturale, alla possibilità di scegliere il proprio futuro. Oggi molti di quei diritti sono stati conquistati, ma la strada verso una reale parità passa ancora dall’immaginario che costruiamo intorno alle nuove generazioni.
Le bambine crescono osservando ciò che il mondo si aspetta da loro, assorbendo i racconti e le narrazioni che le circondano e interiorizzando i modelli che trovano nella scuola, nei media e nella società.
Allora, celebrare davvero l’8 marzo significa creare contesti in cui possano immaginarsi scienziate, scrittrici, artigiane, artiste, imprenditrici o qualunque cosa desiderino diventare, senza che il genere rappresenti un limite. Offrire un’educazione paritaria non vuol dire soltanto garantire accesso allo studio, ma anche trasmettere aspettative positive, incoraggiare il pensiero critico e proporre modelli culturali in cui possano riconoscersi.
Le conquiste delle donne non arrivano all’improvviso: crescono grazie all’educazione, alla cultura e all’attenzione dedicata alle nuove generazioni. Per questo l’8 marzo dovrebbe essere un momento per domandarci quali orizzonti stiamo permettendo alle bambine di immaginare e quali strumenti stiamo offrendo loro per farlo.
Le ricorrenze hanno valore solo se diventano occasione di cambiamento reale e un futuro di uguaglianza si costruisce offrendo ai giovani la possibilità di crescere in una società più equa, capace di superare stereotipi e disuguaglianze.
(Stefania S.)




