Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina FB e IG “@DonnenonfacciamoloinRete”, nata per tutelare le donne e i minori dai pregiudizi e dai pericoli del web.
Di recente Coop ha rilanciato “Close the Gap”, la campagna avviata negli ultimi anni per sensibilizzare le persone sul tema delle disuguaglianze e della violenza di genere.
Tra le iniziative previste c’è anche “Dire, fare, amare”, un ciclo di incontri aperti al pubblico organizzati nei punti vendita e dedicati all’educazione emotiva.
L’obiettivo è creare occasioni di confronto su temi come il consenso, la gestione delle emozioni e il rispetto nelle relazioni, elementi sempre più centrali nella prevenzione della violenza.
Parlare di violenza di genere significa inevitabilmente parlare anche di educazione, che non riguarda soltanto le vittime o chi è violento, ma il modo in cui una società intera impara a costruire relazioni e a comprendere a fondo il significato di termini come “rispetto” e “consenso”.
È qui che il tema dell’educazione affettiva diventa centrale.
Imparare a riconoscere le proprie emozioni, a gestire la frustrazione e a costruire relazioni basate sull’ascolto non è soltanto una questione privata: è una competenza sociale che riguarda la qualità dei nostri rapporti quotidiani.
In Italia, però, parlare di educazione emotiva e relazionale è ancora difficile.
Non esiste una materia strutturata nelle scuole e spesso il dibattito emerge solo dopo un episodio di violenza o di cronaca. Eppure è proprio a livello formativo che la prevenzione è necessaria: nel modo in cui si impara a discutere senza umiliare, a riconoscere i confini dell’altro e a distinguere tra affetto e possesso.
Forse è proprio per questo che iniziative come “Dire, fare, amare” sono essenziali e diventano un esempio da seguire.
Non perché una campagna possa cambiare da sola la cultura, ma perché può aprire uno spazio di riflessione pubblica su un tema che troppo spesso viene affrontato solo quando è ormai tardi.
(Sonia F.)




