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Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina FB e IG “@DonnenonfacciamoloinRete”, nata per tutelare le donne e i minori dai pregiudizi e dai pericoli del web.
C’è un aspetto curioso che riguarda l’età delle donne.
A vent’anni sono ancora delle ragazzine, a trenta iniziano già a sentirsi dire che il tempo passa.
A quaranta devono sembrare ventenni e a cinquanta devono dimostrarne al massimo trentacinque.
Abbiamo trasformato l’invecchiamento in una battaglia da combattere: creme anti-età, filler e trattamenti preventivi contro rughe che spesso ancora non ci sono. Come se ogni segno del tempo fosse un difetto da correggere anziché una parte naturale della vita.
Ma quando abbiamo deciso che invecchiare coincide con un fallimento? Un fatto scabroso da dover nascondere ed evitare a ogni costo?
Al di là delle scelte individuali (che sono, appunto, libere e personali), è interessante osservare il modo in cui parliamo degli anni che passano per gli uomini e per le donne.
Un uomo che invecchia è affascinante e acquista esperienza. Una donna, invece, deve rimediare al “codice a barre” che compare sopra le labbra (ma è mai possibile che siano proprio le donne a utilizzare questa immagine orribile per indicare due rughette di espressione?!) e impegnarsi per “portare bene” la propria età, che – ovviamente – non si può dire a voce alta senza sentirsi decrepite.
Il che si traduce in un enorme spreco di tempo e di energie per sentirsi pimpanti e giovanili di fianco a uomini vecchi e acciaccati, com’è naturale che sia.
I social certamente non aiutano: filtri, ritocchi e volti levigati ci mostrano un mondo surreale e banale. Eppure il tempo passa per tutti.
La (triste) verità è che non chiediamo mai alle donne di vivere bene, di divertirsi, di sparigliare ogni tanto le carte in tavola.
No, basta che non invecchino o che invecchino sembrando giovani. Dimenticando che invecchiare è la migliore opzione possibile, il nostro unico privilegio, visto che l’alternativa è morire.
E se provassimo per una volta a guardare noi stesse con la stessa indulgenza con cui guardiamo gli uomini?
Magari ci innamoriamo perdutamente…
(Sonia F.)

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