Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina FB e IG “@DonnenonfacciamoloinRete”, nata per tutelare le donne e i minori dai pregiudizi e dai pericoli del web.
Ci è capitato più volte di leggere articoli dedicati a donne come Sophia Loren, Helen Mirren o Monica Bellucci. Attrici celebrate come “icone di sensualità”, capaci di incarnare ancora oggi un ideale di bellezza che sembra resistere al tempo.
Tuttavia, potremmo costruire un’altra narrazione e parlare di Sophia Loren ricordando i suoi due Premi Oscar. Di Helen Mirren citandola per la straordinaria intensità dei personaggi che ha interpretato. Di Monica Bellucci per una carriera che l’ha resa famosa in tutto il mondo.
E invece, quasi sempre, il titolo è un altro: “l’icona sexy”.
Non c’è nulla di sbagliato nel riconoscere che una donna sia affascinante, ma diventa un problema se quella è l’unica caratteristica che la definisce, anche dopo una vita di talento, lavoro e successo.
Come se l’aspetto estetico delle donne fosse ancora il modo più immediato per raccontarne il valore.
Ed è curioso, perché questo agli uomini accade di rado. E anche quando si cita Brad Pitt per la sua bellezza, il discorso comprende sempre il suo talento, spostando subito l’attenzione dall’esteriorità alla professionalità.
Parlando di una donna, questa correzione avviene raramente.
Eppure il fascino di Sophia Loren risiede nelle interpretazioni che hanno fatto la storia del cinema e quello di Helen Mirren non si trova soltanto nella sua eleganza, ma nella forza dei personaggi che ha portato sullo schermo.
Alcune donne sono bellissime, è vero, ma sono altrettanto professionali, talentuose e carismatiche.
Basterebbe tenerne conto.
(Sonia F.)



