Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina FB e IG “@DonnenonfacciamoloinRete”, nata per tutelare le donne e i minori dai pregiudizi e dai pericoli del web.
Le vacanze dovrebbero essere il momento dell’anno in cui finalmente ci si rilassa. Eppure per molte donne, soprattutto quando hanno figli, non è così.
Negli ultimi anni si parla spesso di “mental load”, il cosiddetto carico mentale. Non è la fatica fisica, ma quella che rimane, pesante, dentro di noi: organizzare e prenotare il viaggio per tempo, ricordarsi di mettere in valigia tutto ciò che occorre per ogni componente della famiglia, controllare di aver preso i documenti, i soldi, creme solari, cappellini, giochi…
Sono tutte piccole cose. Il problema è che, sommate, rischiano di trasformare anche le ferie in un lavoro.
Così succede che, mentre tutti aspettano l’estate per staccare la spina, c’è chi continua ad avere la testa piena di elenchi, promemoria e responsabilità.
La questione è che questo carico mentale rimane spesso invisibile, perché è dato per scontato che siano le donne a spuntare tutte le voci sulla lista delle cose da fare.
In realtà, organizzare una vacanza, ricordarsi ogni dettaglio, pensare sempre un passo avanti non è una qualità “naturale” delle donne: ci abituiamo a farlo e a considerarlo normale, tutto qui.
Ma quando ci sentiamo sopraffatte, ricordiamo che esiste la parola “condivisione”. Chiedere al proprio partner di occuparsi di qualcosa non significa essere meno presenti o meno capaci, ma sapere che una famiglia funziona meglio quando tutti collaborano.
Lasciamo che l’altro organizzi una cena o pensi a quale attività proporre ai figli quando piove. Se dimentichiamo un giocattolo, ci inventeremo insieme qualcosa.
Le vacanze dovrebbero farci capire che il mondo continua a girare anche quando smettiamo di far girare tutto noi.
(Sonia F.)



