Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina FB e…

Donne come noi: Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina FB e…
Come ogni domenica, vi presentiamo un post della nostra pagina FB e IG “@DonnenonfacciamoloinRete”, nata per tutelare le donne e i minori dai pregiudizi e dai pericoli del web.
Siamo arrivati a coniare un’espressione per descrivere quella sensazione di disagio, ansia e inadeguatezza che molte persone, soprattutto donne, provano all’idea di indossare un costume da bagno e mostrarsi in pubblico.
Si chiama “bikini blues” e racconta molto più di un semplice timore: racconta il peso di sentirsi costantemente osservati e giudicati.
E non riguarda solo l’insicurezza personale di qualcuno, ma si tratta di un’esperienza condivisa da moltissime persone.
Il bikini blues, tuttavia, non nasce davanti allo specchio. Ha origine molto prima, nei tanti anni trascorsi ad ammirare immagini di corpi perfetti, addomi scolpiti, gambe senza cellulite, pelli abbronzate, e nelle tante estati passate a sentire parlare di “fisico da spiaggia”, “prova costume”, “chili di troppo”.
C’è chi rinuncia a un bagno in mare, chi evita una fotografia o chi tiene sempre il pareo addosso. Abbiamo trasformato la spiaggia in una passerella, una giornata in costume in un incubo.
E tutto questo per corpi che, nella maggior parte dei casi, sono sani semplicemente così come sono.
Il bikini blues dimostra ancora una volta quanto sia faticoso vivere in una società che misura il nostro valore a seconda di come appariamo.
E allora quest’estate non chiediamoci se siamo pronte per la prova costume, ma se siamo disposte a rilassarci, divertirci e, magari, giocare a bucare le onde come facevamo da bambine.
(Martina B.)

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