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Oggi voglio parlare di menopausa perché se ne parla poco, quasi fosse qualcosa di imbarazzante, se non una vergogna. E voglio parlarne con sincerità.
Sì, è vero, la menopausa mi ha lasciato sui fianchi qualche chilo in più, ma ha reso più rotonda anche qualche asprezza del mio carattere, ha smussato le mie insicurezze, ha ridimensionato le mie angosce, e mi ha pure tolto il guinzaglio alla lingua: un lusso che non mi sono mai concessa.
Direi che la Luna, che si dice governi i cicli femminili, ora ce l’ho sempre favorevole, anche quando è storta: la sento amica e buona consigliera, mi diverte e mi illumina, rendendo riconoscibile la strada che non devo seguire. E so che non devo seguirla perché sono diventata insofferente alle cattive compagnie, o alle compagnie di facciata, che riconosco all’istante, come un cane coi tartufi, con la differenza che adesso le fuggo come la peste.
Sono pronta, pertanto, a dichiarare qui e ora, forte e chiaro, che l’addio all’ormone mi ha lasciato una nuova serenità. Un equilibrio solido, radicato, persistente che non ricordo di aver mai conosciuto da giovane, sempre pronta a innamorarmi, a infervorarmi, a ingigantire qualunque evento, a considerare drammatica e irreversibile qualunque sfumatura sentimentale, anche la più innocua, spinta da Madre Natura ad accoppiarmi per sentirmi intera. Una spinta di cui oggi posso cogliere tutta la “naturale” assurdità.
Insomma, io i miei ormoni li ho salutati come si salutano i figli che diventano adulti e lasciano casa, con un po’ di ansia, un po’ di tristezza, ma anche con un sospiro di sollievo.
Perché l’addio alla dittatura dell’ormone mi ha lasciato una libertà inaudita, una libertà perfetta, che mi ha trasformato in un pregiato distillato di me stessa: io, libera da qualunque condizionamento fisiologico, oggi posso affidarmi al “mio” nuovo istinto.
E il sesso e l’amore sono talmente nuovi e liberi e deliziosi da lasciarmi senza fiato, ora che posso scegliere seguendo le motivazioni del mio cuore e non le prepotenze dei miei ormoni.
E se non avessi paura degli aghi, mi farei tatuare sul petto un motto nuovo, che mi abbracci per sempre: meno-pausa più-libertà!
(Sonia F.)

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