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#donnecomenoi

 

Mia sorella non ha avuto figli: perché? Non saprei, la vita, un matrimonio tardivo, qualche difficoltà. È andata così.
Anche la mia migliore amica non ha avuto bambini e penso che, fra le persone che conosco, sarebbe stata la più sollecita delle madri.
Quando capitava che ci si trovasse, con tutti i bambini delle altre amiche, sorelle, cugine, c’era qualcuna di noialtre madri che rivolgeva verso di loro uno sguardo caritatevole, come se mancassero di qualcosa.
Ho un amico che non ha figli (e ci soffre), ma a lui nessuno riserva quello stesso sguardo pietoso, nessuno pensa che “gli manchi qualcosa” per essere veramente un uomo.
Mi riesce altrettanto sgradito quell’orgoglio esibito dalle madri che portano i figli nel mondo come medaglie al valore, come se fosse un merito tutto loro averli concepiti, fatti nascere, allevati. Non so se sono più indelicate – verso chi li avrebbe voluti – o superficiali, o semplicemente vittime della “retorica della madre”. È quella che ci ha abituate a sentirci “realizzate” solo attraverso un figlio, non prima, naturalmente, di aver trovato l’anima gemella…
Sono fantasmi che occupano la nostra mentalità, come tossine che ci impediscono di dare valore a chi vive, in sé, e a quello che porta al mondo non solo per natura, ma per attitudine, sensibilità, generosità. Centinaia di artiste, scrittrici, imprenditrici, insegnanti, scienziate o operaie, contadine, infermiere… non danno al mondo energia, cura, attenzione, amore?
E se c’è una famiglia che avrebbe qualcosa da insegnare ai benpensanti è quella “sacra” che abbiamo da poco festeggiato, così “moderna”: una ragazzina divenuta madre con fecondazione artificiale, pronta ad allevare un bambino su richiesta, accanto a un uomo buono, disposto a sostenerla con attenzione e sollecitudine, pur essendo di fatto un padre adottivo. Poca natura, tanta cultura della cura da parte di entrambi. Perché è la cura e la responsabilità delle proprie azioni, questo sì, che rende ciascuno genitore e genitrice del futuro: a prescindere dall’essere biologicamente un padre o una madre.
(Francesca C.)

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