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Letteratura femminile. Riviste femminili. Esperienza femminile.
A dar retta a certi pseudo-intellettuali, che purtroppo dominano una gran quantità di carta stampata che ogni giorno ci troviamo tra le mani, sembrerebbe quasi che la categoria del “femminile” sia un ambito particolare, una sezione separata del genere umano.
C’è l’umano, e poi c’è il femminile. C’è lo standard, e poi c’è il femminile.
Allora perché io, donna, ogni volta che comincio a leggere un romanzo dedicato “all’universo femminile” vorrei mettermi le mani tra i capelli?
Come mai ciò che gli editori (quasi sempre uomini) ritengono adatto a rispecchiare la mia esperienza, il più delle volte consiste in una pila di stereotipi che mi fa terribilmente arrabbiare?
La cultura non ha genere, e i romanzi non fanno eccezione.
Non può e non deve essere il marketing a definire chi deve comprare un certo romanzo.
Visto che non esistono romanzi “maschili”, destinati a un pubblico di solo uomini, così mi aspetto che anche i romanzi che parlano di “essenza femminile” possano e debbano essere letti anche dagli uomini.
Uomini curiosi di sapere che significa vivere nei nostri panni, anzi, nel nostro corpo, dove ragione e sentimento si mescolano a un’urgente, ostinata praticità (sentimentale e non).
Siamo donne, siamo in grado di partorire figli e idee, portare avanti famiglia e carriera, curare il corpo e il cuore quando serve, ma non assomigliamo affatto alla caricatura “femminile” con cui ci dipingono nella letteratura di genere.
Siamo donne, non uomini, e abbiamo caratteristiche peculiari che sarebbe importante (oltre che utile) che gli uomini conoscessero.
I romanzi sono narrazioni di umanità, quell’umanità poliedrica e multiforme che tutti noi abbiamo bisogno di ascoltare, per imparare, riflettere, commuoverci e indignarci.
Quel che è davvero interessante è leggere di esperienze diverse dalle nostre, per comprendere sfumature che non avremmo mai immaginato, o che consideriamo ostili, e nonostante ciò riconoscersi nella propria umanità condivisa.
Noi siamo ciò che pensiamo e ciò che conosciamo: senza limiti, senza stereotipi, senza ridicole sfumature rosa shocking per signorine.
(Sonia F.)

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