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Elon Musk, l’uomo del futuro, quello che ha inventato Paypal, Tesla, SpaceX, SolarCity, monetizzando fino a diventare l’uomo più ricco al mondo, ha fatto irruzione durante il G20 che si è tenuto qualche settimana fa a Bali, apparendo su un megaschermo e esponendo la sua visione di un prossimo futuro.
Viaggi interplanetari, razzi rapidissimi che ‒ assicura – ci porteranno da un posto ai suoi antipodi in tre quarti d’ora, tunnel sotterranei in cui convogliare il traffico dei mezzi di trasporto (rigorosamente elettrificati), turismo spaziale e colonie su altri pianeti.
Tuttavia, quando sproloquia così, a briglie sciolte, di un avvenire fantascientifico, ricorda un po’ l’antico filosofo Talete che a forza di camminare col naso insù per fantasticare sul movimento dei pianeti finì per cadere dentro un pozzo.
Difatti, Elon Musk ha anche acquisito di recente la maggioranza delle azioni della società che gestisce Twitter e le notizie sindacali a tal proposito non sono confortanti: la prima cosa che ha fatto è stata licenziare in tronco la metà dei suoi dipendenti, a partire dalla sede centrale che si trova a San Francisco.
E quelli che hanno avuto la fortuna di salvarsi sembra siano stati oberati di lavoro, costretti a evadere anche i compiti di tutti quelli che sono stati licenziati.
Per essere un uomo tanto proiettato verso un mondo nuovo e radioso, in verità Musk appare fin troppo ancorato alle solite pratiche capitalistiche che cercano di aumentare i guadagni sfruttando le risorse umane ai limiti delle loro possibilità psicofisiche.
Restare un po’ più con i piedi per terra forse gli farebbe bene, cercando di escogitare idee innovative prima di tutto per il presente, a partire dall’ambito lavorativo, dove altre realtà tentano invece di diminuire le ore di lavoro e incentivare i propri dipendenti con aumenti di stipendio, bonus e infrastrutture adeguate.

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