Eh no, non c’è più traccia sul sito del Comune di San Francesco al…

Mondo Pop: Eh no, non c’è più traccia sul sito del Comune di San Francesco al…

 

Eh no, non c’è più traccia sul sito del Comune di San Francesco al Campo del comunicato diffuso il 27 gennaio (Giorno della Memoria) dall’amministrazione che ha voluto far luce sulla Shoah: “Di recente si sono affacciate teorie revisioniste che contestano la ricostruzione della strage dolosa, così come i numeri dei morti dichiarati dagli alleati vincitori (6 milioni) sostenendo che le morti siano state molto inferiori e per la maggior parte procurate dalle assai precarie condizioni igieniche dei campi di detenzione e dal loro sovraffollamento”.
Colto da un’alluvione di critiche, il sindaco Diego Coriasco ha fatto rimuovere il comunicato, ha offerto alla senatrice Liliana Segre la cittadinanza onoraria (è diventata una mania) e ha estratto la carta jolly: “Mi rendo conto che le parole e la forma usate possono essere state interpretate nel modo non corretto”.
Il piccolo comune ha offerto l’intero protocollo delle “prove tecniche di revisionismo”, che prevedono:
a) buttare il sasso e nascondere la mano;
b) esprimere opinioni senza dire di chi sono;
c) esibire informazioni generiche (“i numeri inferiori”, “la strage dolosa”) come fatti storici documentati;
d) dichiararsi fraintesi.
Più ignoranza o malafede? Il mix non è diverso da quello di politici e comunicatori di primo piano: mescolando immigrazione e criminalità, diritti e frontiere chiuse, supremazie e vittimismi in un polverone, si è sicuri di agganciare consensi in chi è frustrato dalle difficoltà e accoglie volentieri nuovi nemici da additare.
Valentina Pisanty, esperta di negazionismo, ha posto una domanda interessante: a cosa è servita la cultura della memoria se ancora dobbiamo assistere a tentativi goffi ma ripetuti di “ridimensionare” l’Olocausto, e come faremo quando i testimoni non ci saranno più?
E per conoscere la complessità della guerra, le sfumature celate dai resoconti storici, è utile leggere l’emozionante graphic novel di Giorgio Franzaroli, “Orrido famigliare”: la guerra vista attraverso gli occhi di due persone normali, che affrontano gli eventi drammatici e straordinari di quegli anni, per preservare le proprie ideologie e la vita dall’orrore. Una lettura adatta a tutte le età.

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