È successo a Roma qualche settimana fa, ed è un’ottima notizia.
Una donna di circa 80 anni riceve la telefonata di un maresciallo che le comunica che suo figlio ha investito una donna incinta.
“L’abbiamo rinchiuso in cella” spiega l’uomo gentilmente, “adesso è con il suo avvocato che gli ha consigliato di pagare 10mila euro in contanti per far operare la vittima in una clinica privata. È stato suo figlio a dirci di venire a casa sua a ritirare i soldi al più presto, così possiamo liberarlo”.
Una storia poco credibile, una truffa in cui ogni anno cadono centinaia di vittime, soprattutto anziane, che però stavolta non ha funzionato per un dettaglio: l’uomo ci aveva già provato qualche mese prima, ed era stato talmente convincente da spaventare la signora al punto da farle riattaccare il telefono e non rispondere per tutta la giornata.
“Ci ero quasi cascata, non capivo più niente dalla paura”, ma da quel giorno l’80enne ha cominciato ad aspettare paziente che l’uomo la contattasse di nuovo per smascherarlo.
E quando lui finalmente telefona, lei fa finta di abboccare e nel frattempo avvisa il custode del palazzo di chiamare la polizia per farli intervenire immediatamente.
Scaltra più del malvivente, per non rischiare che lui si presenti a casa prima degli agenti, la donna lo tiene al telefono fingendosi frastornata e chiedendo consigli su quali oggetti di valore selezionare per racimolare la somma richiesta.
Al suo arrivo l’uomo è stato arrestato e l’impavida 80enne ha tirato un sospiro di sollievo: un altro criminale assicurato alla giustizia.
Morale della favola: chi troppo truffa si fa arrestare, se c’è di mezzo una signora anziana…




