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La storia di questa ragazza l’avevamo raccontata qualche settimana fa sulla nostra pagina sorella @donnenonfacciamoloinrete, e oggi ci troviamo, nostro malgrado, a parlarne di nuovo, perché non c’è mai fine al peggio.
In Calabria, un’indagine su crimini di ’ndrangheta aveva portato alla luce l’orrore subìto da due ragazze minorenni, vittime per due anni di ripetuti stupri da parte di un gruppo di giovani – molti dei quali minorenni.
Le violenze seguivano uno schema preciso, documentato anche da riprese video. Tra gli accusati, sei dei quali condannati, ci sono figli di persone legate alla ’ndrangheta, e persino il fidanzato di una delle due ragazze.
Le vittime, dopo i primi arresti, avevano trovato la forza per parlare con gli agenti delle violenze subìte.
E una delle due ragazze si era scontrata con l’opposizione della sua stessa famiglia, che le intimava di non raccontare niente per paura di ritorsioni.
I familiari avevano cercato di spingerla al suicidio e si erano rivolti a un medico disposto a dichiararla incapace d’intendere e volere per non farla testimoniare. Il fratello e una sorella le dicevano: “Perché non ti ammazzi?” e “Sei una pazza”.
Questo era ciò che sapevamo, e di dolore ce n’era già abbastanza.
Ma di recente un ultimo tassello è stato aggiunto alla terribile vicenda: per punirla e farle ritirare la denuncia, la ragazza è stata chiusa in una stanza, la bocca tappata da un foulard, ed è stata frustata a sangue con una corda.
I suoi aguzzini? La nonna di 78 anni e lo zio 47enne, figlio dell’anziana. Lui la teneva ferma e la nonna la colpiva mentre le urlava “muori put*ana”.
Le forze dell’ordine hanno disposto per la 78enne gli arresti domiciliari, e per l’uomo il divieto di avvicinamento alla nipote.
Una storia raccapricciante e una vittima coraggiosa che, pur di ottenere giustizia, non si è lasciata intimidire dalla violenza della sua famiglia e dall’indifferenza della cittadina in cui vive.
È necessario, però, domandarsi quanta violenza possa sopportare una persona, addirittura una ragazzina, prima di crollare e rinunciare a difendersi.

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