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Cinque studentesse 20enni, a Roma, hanno deciso di svolgere un esperimento sociale per monitorare le reazioni degli uomini.
“Era un progetto universitario. Il nostro professore ci aveva chiesto di sviluppare una campagna su un tema che ci stesse a cuore. Così, parlando con le mie colleghe, ci siamo rese conto che una di noi aveva subìto un’esperienza di revenge porn, e da lì l’idea di affrontare il tema in modo diretto e provocatorio.”
Le giovani hanno stampato e affisso per strada dei fogli che promettevano – attraverso la scansione di un codice QR – dei video sessualmente espliciti di donne.
Chi lo faceva, però, si ritrovava a vedere un filmato in cui veniva spiegata la loro colpa.
“È una provocazione nata per spingere migliaia di persone a riflettere sul loro ruolo nel fenomeno del revenge porn e a riconoscere una verità scomoda: chi guarda è parte del problema.”
E a guardare non sono stati in pochi: in una sola settimana le studentesse hanno registrato 8mila collegamenti al link del codice, un comportamento preoccupante seppure tristemente prevedibile.
Le ideatrici dell’iniziativa si sono appostate nei pressi delle affissioni e hanno constatato che la larga maggioranza degli uomini – a prescindere dall’età – ha scansionato il codice invece di strappare il foglio:
“Ci aspettavamo più reazioni, più indignazione. Invece, abbiamo visto molti ragazzi giovani e uomini di 50-60 anni scannerizzare il codice senza battere ciglio. È stato scioccante. Mentre lo facevano, ci chiedevamo: ‘Saranno consapevoli di essere complici?”.
Evidentemente no, se si pensa che in Italia, secondo le statistiche, a fronte di qualche milione di vittime di revenge porn, sono state molte di più le persone che hanno visualizzato le immagini diffuse in rete senza consenso.
Di buono c’è che l’esperienza ha spinto le giovani a portare avanti il progetto attorno cui si sta creando una comunità dove vittime e familiari condividono le proprie dolorose esperienze e chiedono di potenziare l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole.
E come recita il detto popolare, il ragno si impiglia nella tela che ammaglia: uomini, siete avvisati.

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