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“Chi pensa che ci basti essere ancora vivi si sbaglia di grosso. Abbiamo sogni, desideri, aspirazioni e, se ne facciano una ragione i perbenisti, fantasie sessuali ed erotiche proprio come ogni altra persona. E se la scienza e la medicina sono fondamentali per ricominciare a muoverci nel mondo dopo essere sopravvissuti, l’assistenza psicologica e la rieducazione intima andrebbero rimodulate prestando maggiore attenzione ai bisogni affettivi. Siamo umani, e vogliamo tutto, per quanto possibile.”
Sono queste le parole di Danilo Ragona, che a 21 anni ha avuto un terribile incidente in auto che lo ha lasciato paralizzato dalla vita in giù.
Oggi, Danilo ha 43 anni e fa il designer. Dopo aver accolto con coraggio la sua nuova condizione, ha iniziato a progettare nuovi modelli di carrozzine fino a presentare la sua “intimate swing” alla Milano Design Week.
Si tratta di una sedia che aiuta le persone con disabilità motoria (e non solo) a fare sesso.
Parlare di disabilità spesso significa parlare di limiti: fisici, architettonici o sociali. Ma c’è un altro limite, meno evidente, che abita il modo in cui pensiamo alla vita delle persone con disabilità: l’idea che a loro basti essere assistite, curate, aiutate a sopravvivere. Che non debbano – o non possano – desiderare di più.
Ecco, allora, che Danilo, attraverso un oggetto, infrange il tabù del diritto alla sessualità.
A un desiderio tanto fondamentale dell’essere umano non servono soltanto le parole ma soluzioni pratiche, educazione e strumenti.
Serve anche un nuovo modo di parlare di intimità: che non si limiti alla salute o alla funzione fisica, ma che tenga conto della persona e della sua identità.
Le innovazioni come la “intimate swing” sono importanti non solo per ciò che concretamente offrono, ma perché aprono a una possibilità di cambiamento culturale.
La vera inclusione, dopotutto, comincia quando smettiamo di pensare alla disabilità come mancanza e iniziamo a riconoscerla come parte della pluralità umana.
E allora lunga vita ai progetti come quello di Danilo, che ha avuto il coraggio di rompere il silenzio e progettare una soluzione per bisogni troppo a lungo ignorati!

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