Il governo del Regno Unito ha appena lanciato una nuova strategia contro la violenza su donne e ragazze, definita “emergenza nazionale”.
Non si tratta solo di punire chi commette crimini: per la prima volta la prevenzione diventa centrale, e inizia proprio dalle scuole.
L’obiettivo è ambizioso: ridurre la violenza di genere nei prossimi dieci anni. Ragazzi e ragazze dagli 11 anni in su saranno coinvolti in lezioni su misoginia, relazioni coercitive e dinamiche tossiche.
L’idea è intervenire prima che certi modelli culturali si radichino, offrendo ai più giovani strumenti per riconoscere comportamenti sbagliati e costruire relazioni improntate al rispetto.
Gli insegnanti riceveranno una formazione specifica, e per chi mostra segnali di rischio saranno previsti percorsi mirati su consenso, relazioni sane e prevenzione dello stalking.
Non solo a scuola: il piano include anche il digitale.
La facilità di accesso alla pornografia violenta o ai contenuti sessisti online contribuisce alla normalizzazione di comportamenti aggressivi.
La legge del 2023, l’Online Safety Act, limita l’accesso dei minorenni a questi contenuti, per prevenire i danni.
Numeri e realtà ne sottolineano l’urgenza: la violenza domestica e sessuale costa decine di miliardi di sterline all’anno e colpisce migliaia di giovani.
Una parte innovativa della strategia riguarda la maschiosfera online e i fenomeni come gli incel (celibi involontari, spesso misogini e rabbiosi): l’obiettivo è fornire strumenti per riconoscere e contrastare messaggi tossici prima che diventino comportamenti radicati.
Ogni scuola secondaria finanziata dallo Stato dovrà offrire percorsi credibili su questi temi entro il 2029, con un supporto accessibile a ogni studente.
Questa non è educazione “di serie B”, ma il modo corretto per trasformare la prevenzione in cultura.
Come diciamo sempre, infatti, la prevenzione equivale salvezza.




