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«Gli hanno spaccato il cuoio capelluto a forza di manganellate. Il sangue gli ha imbrattato la faccia, gli è entrato negli occhi, dentro naso e bocca. Abdul non respira, annaspa. “La pacchia è finita, bello! Non vi avevano ancora avvisati giù in Marocco?”»
Questo è un passaggio tratto dalla raccolta di racconti di PG Daniel “I Confini del male”. Abdul ha incontrato i poliziotti sbagliati, e la sua storia italiana potrebbe essere francese, americana o di chissà dove.
“Ci spaventano i demoni nascosti in mezzo a noi,” ha dichiarato Christopher Renz, regista (con Gerard Bush) di “Antebellum”, film di prossima uscita sulla schiavitù dei neri che sceglie il registro horror, essendo l’orrore ormai parte della nostra vita quotidiana. Il Black Lives Matters, il movimento di riscossa americano contro le morti non accidentali degli afroamericani, ha scoperchiato una verità che era sotto gli occhi di tutti: la schiavitù è la spina nel fianco del mito americano e il peccato originale della ricchezza economica degli Usa.
Forse a questo “spicchio” del Terzo millennio spetta questo: togliere gli scheletri dall’armadio. Se vogliamo avere un futuro dobbiamo guardare in faccia i problemi sino alle radici più profonde, per “sradicarli” o almeno provarci. Noi di Pop Edizioni lo facciamo, senza tirarci indietro, perché è questa “l’onestà intellettuale”. E PG Daniel, con “I Confini del male”, guarda in faccia la realtà, senza inutili moralismi o ipocrisia: ventitré nomi di persone che hanno subito l’indifferenza e la prepotenza pura, gratuita. “Racconti di cronaca vera” che diventano occasioni per distratte e rassicuranti “morali” televisive. Subito archiviate, per non dare troppo fastidio.
Nascondere sotto il tappeto questi scenari da incubo che albergano nella nostra vita non è più possibile, ma certo, per guardarli da vicino ci vuole coraggio, onestà più che retorica, e nessuna indulgenza. Cuori teneri astenersi. Perché l’operazione è necessaria come un intervento chirurgico non più rimandabile. E i tappeti sono lisi, e disgustosi. “I confini del male” di PG Daniel: le nostre pulizie di Natale negli angoli più nascosti della coscienza.

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