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“Oggi ho ascoltato la canzone più triste del mondo a un volume straziante.
Detesto farmi del male, ma ogni giorno è necessario.
Mi devo ricordare di non amarti più, amore mio.”
Quando finisce una storia d’amore, quando l’abbandono diventa una realtà nelle nostre vite e non più una semplice ipotesi, si vivono diverse fasi.
A cominciare da un campionario di dolore, rabbia, sconforto e incapacità di accettare davvero quel che è accaduto.
Fino a quando non arriva il bisogno, fisico ed emotivo, di ricominciare. Riprendere in mano quella vita andata in frantumi dopo la fine di un rapporto sentimentale e ricostruirla. Giorno dopo giorno.
Ma che cosa significa, realmente, “ricominciare” dopo un abbandono, dopo uno strappo emotivo che quasi sempre percepiamo come improvviso, inaspettato e ingiusto?
Lo spiega con estrema lealtà Anita Docile nel suo libro “A volte mi calmo: Ritratti di amore e disamore”, un viaggio intelligente e suggestivo nelle pieghe dolorose della fine di una storia d’amore, attraverso tappe quotidiane che conducono, con l’ausilio di una generosa dose di tenerezza e autoironia, a una rinascita.
Per arrivarci, è indispensabile affrontare un percorso altalenante di fiducia in sé e momenti di assoluto sconforto, dove il ricordo della persona amata fa capolino ovunque.
“A volte mi sveglio.
Ma oggi è meglio di no.
Non posso guardare il nostro letto senza di te.”
Provare a rialzarsi sapendo di custodire ancora le immagini e le emozioni di quell’amore interrotto è un atto di coraggio, perché costringe a mettersi a nudo, a fare i conti con le proprie fragilità.
“Ho paura.
Come faccio a spiegarti quanto mi manchi?
Ho paura del buio.
E di me.”
Eppure, in mezzo a sentimenti talmente contrastanti esiste una via di salvezza. Perché il dolore, quando non viene alimentato con cieca ostinazione, si affievolisce fino a sparire. In un modo semplice, ma purtroppo non istintivo: accettando l’idea che a salvarci sarà proprio la nostra granitica fragilità, se riusciremo a guardarci con tenerezza e amore.
A completare il volume, 63 splendide illustrazioni a colori della pittrice Catherina Romanelli, da appendere alle pareti di casa per contrastare la malinconia.

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