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“Da quando Claudia è arrivata a Creta, il suo cuore finalmente ha cominciato a piangere.
E sono lacrime diverse da quelle versate per Marcello, quando da sola nella loro casa continuava ad aspettarlo, scivolando in una nebbia sempre più spessa fatta di rabbia, dolore e colpa che si attenuavano, notte dopo notte, soltanto nel torpore dell’alcol.
La sera in cui Marcello era scomparso, Claudia non aveva pianto. E neppure il giorno dopo.
Qualcosa si era interrotto fra lei e il suo cuore. Le lacrime, perciò, impiegarono molti giorni a risalire dal cuore agli occhi e dagli occhi, a scendere, fino alle guance e al mento.
E quando arrivarono, Claudia si era data un gran da fare a fissare un puntino bianco sulla parete.
Per tutto il tempo, aveva guardato lo stesso puntino bianco sul muro bianco che la fissava immobile.
Mentre le sue lacrime risalivano lente dal cuore agli occhi e dagli occhi, giù, fino alle guance e al mento, lei non aveva fatto niente. Era rimasta lì, senza muoversi, a prendere freddo in quello stesso letto, sopra lo stesso tappeto su cui Marcello camminava scalzo.
Una sigaretta dopo l’altra, il fumo aveva riempito il vuoto della stanza. La sedia scostata dal piccolo tavolo rotondo, ancora contro il muro, come l’aveva lasciata lui.
A Creta, invece, le lacrime di Claudia erano state meno dolorose, quasi consolatorie.
C’era qualcosa di lenitivo in quel pianto che arrivava all’improvviso, del tutto inaspettato, mentre seduta al tavolo di un ristorante chiacchierava con Francesca, o sdraiata sulla sabbia si abbronzava.
Le lacrime scivolavano sul suo viso, e intanto Claudia allargava le braccia sorridendo confusa. Ormai non si scusava neanche più di scoppiare a piangere in quel modo. Le pareva naturale.
La bellezza quasi violenta di quest’isola l’aveva commossa profondamente, e persino il suo dolore a Creta non le sembrò più contro di lei, ma con lei.”
Il brano che avete appena letto è tratto dal romanzo “La turista italiana” di Maria Tina Bruno: quando la vita si capovolge, bisogna decidere se affrontarla o diventare semplici comparse di un copione già scritto…
Un romanzo avvincente e leale, da leggere tutto d’un fiato.

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