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Quella di oggi non è una giornata qualunque, perché si celebra la liberazione dell’Italia dal giogo più violento e devastante della nostra storia recente: il fascismo.
Un ventennio di soprusi, violenze e terrore, dove chi non era fedele a Mussolini diventava automaticamente un nemico da annientare. Il Paese spaccato in due da un’ideologia divisiva.
Senza la Liberazione non ci sarebbe l’Italia di oggi, un’Italia figlia della Resistenza e dei suoi valori.
I partigiani, la Resistenza e la Liberazione sono alcuni degli argomenti che troviamo nelle due graphic novel di Giorgio Franzaroli, “Orrido famigliare” e “Orrido famigliare: Primavera di bellezza”.
“Era venuto il momento di ribellarsi. Il comandante Armando, un boscaiolo di Pavullo che guidava la famosa Divisione Modena, cominciò con l’organizzare una delle prime cellule partigiane.”
Il fumettista bolognese nelle sue opere, nate dall’amore e dal desiderio di conoscere il passato della propria famiglia dissidente e antifascista, ripercorre gli eventi più importanti del Novecento italiano, tra cui la Seconda guerra mondiale e la ricostruzione dell’Italia dopo la Liberazione, raccontando i partigiani nella loro dimensione più umana: persone comuni, con storie differenti l’una dall’altra, spesso giovanissimi, con il desiderio di ribellarsi alla dittatura nazifascista che stava distruggendo il Paese. Non eroi da film d’azione, ma uomini normali.
Perché sono stati questi uomini normali a darci l’Italia libera in cui viviamo oggi.
“Tra loro c’erano antifascisti della prima ora, comunisti, ma anche molti soldati allo sbando e fascisti che avevano cambiato idea.”
L’Italia liberata nell’aprile del 1945 era un Paese dilaniato, sotto le ceneri della guerra ardevano le braci dei rancori mai sopiti di chi aveva subito l’oppressione fascista e di chi alla fine aveva perso.
Una nazione ancora tutta da costruire; anzi, ricostruire.
Una rinascita iniziata proprio in questo giorno che celebriamo oggi e che Franzaroli racconta in maniera superba attraverso la vita di chi ha vissuto la Storia sulla propria pelle, determinandone il corso.

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