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Questa è la storia di Calogero, una delle tante storie contenute nel libro “I confini del male”, scritto da P.G. Daniel e pubblicato da Pop Edizioni.
Calogero è un uomo avanti con gli anni, con lievi disturbi mentali, vive ai margini della società, è solo da quando la madre è morta, sta in periferia, dove le sue urla si sentono meno e, anche se si sentono, i vicini chiudono le persiane aspettando che finiscano.
Calogero è la vittima ideale per una baby gang di paese annoiata e senza granché da fare. Quando il pomeriggio è fiacco, quando le serate sono troppo vuote, c’è lì Calogero a riempirle. Sembra sia stato inventato apposta per questo.
Si va fino a casa sua ad assillarlo sinché se ne ha voglia, tanto non c’è mai nessuno a difenderlo. Molestie, bruschi risvegli nel cuore della notte, scherzi pesanti, anche percosse.
Eppure quelli che continuamente lo importunano non sono mostri:
“Sono ragazzi normali, come scriveranno in seguito i giornali. Frequentano il liceo nel vicino capoluogo, sono figli di piccoli commercianti, di impiegati, di gente qualunque.
Con lui danno libero sfogo alle loro fantasie. Fanno a gara a chi la fa più grossa”.
Tormentare Calogero è solo un modo come un altro di ammazzare il tempo (anche se, come scoprirà chi leggerà il racconto, l’epilogo sarà tragico).
È il gruppo che fa perdere ai suoi membri ogni remora, spersonalizzando Calogero e rendendolo niente più che il loro zimbello, come fosse un oggetto, un’entità inanimata il cui unico scopo è quello di farli divertire in una maniera tanto infame.
Questo è il meccanismo di quel male che quotidianamente ci passa sotto gli occhi: trovare uno più debole di noi e, anziché provare empatia verso di lui, accanircisi senza scrupolo né pietà.
La cronaca è piena di esempi. P.G Daniel con la sua raccolta di racconti ha voluto catturare questo modo di pensare e di agire attraverso una serie di storie crude e realistiche, calando il lettore in quell’orrore che troppo spesso è portato a ignorare.
Un libro duro, un pugno nello stomaco, ma una lettura necessaria, al termine della quale il vostro modo di guardarvi attorno non sarà più lo stesso.

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