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#paroladautore

 

Aida ha una figlia, un marito e una vita che non somiglia per niente alle promesse dei suoi vent’anni.
Non è bella, Aida, ma lo è stata.
Molto, molto bella.
Fin da bambina suonava il violino e sognava di diventare una concertista di fama internazionale. Ma dai giorni in cui i suoi occhi splendevano vivaci sul mondo erano trascorsi molti anni e delusioni. Della sua giovinezza, Aida rimpiange soprattutto la possibilità di scegliere tra le generose occasioni che la vita le aveva offerto a piene mani, in ogni singolo giorno.
Perché Aida ci aveva creduto.
Aveva creduto davvero che sarebbe stato così “per sempre”: per sempre amata, per sempre desiderata, per sempre in possesso di quel potere che le consentiva di realizzare qualunque suo sogno.
Ma poi la vita l’aveva tradita.
Una sera, durante un concerto in un teatro di una piccola città, il suo violino le aveva svelato un segreto che Aida ignorava completamente: non era abbastanza brava. Le sue dita non conoscevano quell’abilità necessaria a eccellere. Il suo cuore sfiorava la musica ma senza possederla interamente. Il concerto era stato seguito da un pubblico distratto, annoiato e glaciale.
Aida ne restò esterrefatta.
Per settimane la sua mente si rifiutò di pensare a ciò che era apparso, all’improvviso, così evidente.
Un inganno, ecco cosa. Una parte della sua vita era stata un inganno. Anni e anni di studio si erano trasformati in una rincorsa faticosa su una pista in cui nessuno, oltre lei, gareggiava.
Uno sforzo doloroso e inutile.
Manca ancora una generazione. Sarà soltanto con la prossima generazione che raggiungerò l’eccellenza, si disse Aida per consolarsi. Non io, ma mio figlio sarà un grandissimo musicista. Dal mio sangue e con la mia esperienza nascerà un artista dotato di genio e talento, e Aida si rincuorò tra le braccia accoglienti di un promettente scultore. Che poi era diventato suo marito. Che poi era diventato il padre di sua figlia. Che poi era diventato pescatore, perché le sue sculture non le comprava nessuno.
E così erano passati gli anni, e i sogni.

Maria Tina Bruno

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