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Chania, che durante i mesi estivi sembra Rio in pieno carnevale, a novembre ritorna a essere quello che è: un paesino di Creta a conduzione familiare. Dodici abitanti, quattro case, un forno, mille alberghi e un milione di ristoranti, tutti vuoti.
E meno male, pensa Claudia contenta, perché Claudia è milanese e ai milanesi piace da pazzi soggiornare in un borgo disabitato, dove non succede mai niente e finalmente ci si può rilassare e concentrarsi sul proprio tempo interiore, esplorando l’universo del proprio respiro, proiettando con grazia l’immagine di sé dentro e ben oltre i confini della commovente natura circostante.
Un paradiso.
E al quindicesimo giorno di paradiso qualunque milanese si è già sparato un colpo, perché i milanesi se ne infischiano del tempo interiore, tanto più se è calibrato sui ritmi del proprio respiro che, notoriamente, a parte respirare non fa niente e produce solo anidride carbonica.
Purtroppo Claudia incarnava la regola e non l’eccezione, e non avendo altro da fare perlustrava incessantemente l’amena cittadella in lungo e in largo, e poi in largo in lungo e a ritroso, e poi su una gamba sola e due dita nelle orecchie, per stabilire quanto una distorsione acustica possa influire su una distorsione muscolare.
Influisce parecchio. Infatti, tutte le mattine Claudia rincasava gravemente azzoppata, nella segreta speranza che Alexandros si accorgesse della sua noia lancinante.
Ma Alexandros dormiva tanto e preferibilmente di giorno, per una congenita propensione astrale a rimbalzare di notte da un locale all’altro come una palla tra infiniti birilli.
Ed era questo il grande mistero su cui Claudia si arrovellava: com’è possibile che dodici esigui abitanti di Chania riescano a riempire all’inverosimile ogni taverna esistente?
La risposta sarebbe semplice: gli abitanti di Chania sono svariate migliaia e non dodici.
E invece no, perché le facce che Claudia incontrava di notte erano sempre le stesse, ed erano dodici, non una di più. Dodici psicopatici iperattivi che Claudia continuava a contare compulsivamente perché non si dava pace: ma che sono, cloni?
(Tratto dal romanzo “La turista italiana”, in vendita solo su www.popedizioni.it)

 

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