Le chiamiamo piante ornamentali, erbacce, verde pubblico.
Le strappiamo, le recidiamo, le costringiamo nei vasi e le buttiamo via quando appassiscono.
Persino il nostro linguaggio rivela molto sul ruolo marginale che abbiamo assegnato al regno vegetale: di una persona che non reagisce, non prova emozioni e sembra aver perso ogni vitalità diciamo che è diventata “un vegetale”.
Come se una pianta fosse la forma più infima dell’esistenza: passiva, irrilevante, inerte.
“Botanica Nera – Storie di piante assassine” di Troglodita Tribe nasce per scardinare questo preconcetto.
I cinquantasette racconti che compongono il libro immaginano un mondo in cui la millenaria pazienza vegetale si è esaurita.
Piante, alberi e fiori hanno sopportato abbastanza: sono stati calpestati, potati, incendiati, soffocati dall’asfalto e usati come mero arredamento.
Ora, finalmente, reagiscono.
Le radici si insinuano nelle crepe del cemento fino a frantumare l’asfalto delle città, gli oleandri avvelenano chi li ha scambiati per pattumiere e, dopo la Grande Estinzione, sono le piante a collezionare gli esseri umani:
“Adesso li collezioniamo dentro vecchi vasi di coccio o in piccole anfore. Li raccogliamo a scopo didattico e ornamentale”.
Il ribaltamento è feroce, ma il meccanismo è semplice: Troglodita Tribe prende tutto ciò che facciamo abitualmente alla natura e ne inverte il punto di vista.
Ci sbatte in faccia la nostra cecità: siamo convinti che ciò che non si muove non agisca. Che ciò che non urla non soffra. Che ciò che non pensa come noi non possieda alcuna forma di intelligenza.
Il mondo vegetale è ovunque, ma abbiamo imparato a non vederlo né considerarlo.
In questa antologia, invece, conquista il centro della scena. E da lì stritola, avvelena, infilza e sotterra chi ha continuato troppo a lungo a considerarlo inferiore.
Per ora, naturalmente, soltanto nella letteratura.
Ma forse è meglio non abusare della sua pazienza.
Solo per il mese di agosto potete acquistare l’e-book “Botanica Nera – Storia di piante assassine” sul sito di Pop Edizioni, al prezzo di 4,50 euro.



