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“Cos’è che non ho capito, esattamente?”
Ci sono domande come queste in “A volte mi calmo”, di Anita Docile e Catherina Romanelli, domande a cui è impossibile rispondere, quelle domande ossessive nelle quali si cucinano gli abbandoni, prima di diventare storie passate. Ogni pagina un giorno, ogni giorno un pezzetto di lavoro compiuto su di sé grazie alle parole, per uscire all’aria aperta della vita nuova. Ma nel frattempo, si sa, si deve cuocere, al fuoco lento della passione, del dubbio, dello struggimento, del desiderio che non si può reprimere. Né dimenticare.
“Io non so come fare,
se devo provare a difenderlo, il nostro amore
o lasciarti andare.
Nel frattempo, tu non muoverti da qui,
va bene?”
In questo libro c’è qualcosa di ostinato, qualcosa di dolente, qualcosa che fa ridere e piangere. Qualcosa di tristemente autentico: idee semplici, chiare e folgoranti, come un’illuminazione.
“Sono realista,
dunque pessimista:
mi sa che non torni più.”
Pieghe di ragionamenti del cuore che solo chi ha attraversato l’abbandono può conoscere.
“Amore mio, fermati.
Dopo
non c’è più niente da salvare.
Dopo
non ti posso più amare.”
Sincero, spiazzante come tutti i grandi amori – spesso surreali a volerli raccontare, così come i grandi abbandoni – le pagine di Anita Docile, rese ancora più umane e vulnerabili dalle splendide illustrazioni di Catherina Romanelli, sono una cura che vale la pena seguire, con metodo, giorno dopo giorno, per guarire da un mal d’amore mal riposto, con quelle stesse lacrime, quegli stessi sorrisi, quelle stesse ostinate domande. Omeopatia per il corpo e per la mente. Tenerezza verso se stessi e rispetto della propria fragilità per curare l’anima.
Un libro unico, “A volte mi calmo”, che resta nel cuore, e riesce nel dire quell’indicibile dell’amore, quello strazio antico con cui, a un certo punto e nonostante il dolore, dobbiamo tornare a essere noi stessi, creature integre e intatte.
“Mi manchi,
non è vero.
Non mi manchi solo tu.
È come se mi mancasse un braccio
o la mia mano preferita
e dell’altra non so che farci.
(Versi tratti da “A volte mi calmo”, di Anita Docile e Catherina Romanelli, in vendita su www.popedizioni.it)

 

 

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