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A distanza di un secolo, la ricchissima e multiforme storia della prima metà del Novecento italiano è ancora più viva che mai.
Le lotte tra fascisti e partigiani, l’occupazione tedesca e la riconquista degli Alleati, l’esodo istriano e il titismo hanno plasmato decenni complicati e sfaccettati come solo la vera Storia può essere. Non solo gli storici, ma anche scrittori e artisti si sono riproposti di raccontare questa complessità senza semplificazioni.
“Orrido famigliare” di Giorgio Franzaroli, con la sua attenzione alle testimonianze di chi ha vissuto in prima persona quegli anni fondamentali, si concentra proprio sulle contraddizioni, sui nodi, sui paradossi insolubili della Storia incarnati nelle vicende umane che si stagliano su questo sfondo.
Camicie nere contro partigiani, Alleati contro tedeschi, italiani contro jugoslavi, comunisti contro fascisti: tra le tragedie dei campi di concentramento e quelle delle foibe, nel ricordo di quegli anni è arduo identificare nettamente i buoni e i cattivi, nonostante la politica ancora oggi tenti di creare fazioni e narrazioni parziali per servire i propri scopi.
Ma Franzaroli rifugge ogni tipo di strumentalizzazione o parzialità. Partendo dai racconti della sua famiglia, il suo scopo è distillare la verità storica e umana che si cela al di là delle semplificazioni.
Nella prefazione, l’autore spiega: “Ho cominciato a disegnare questa storia cinque anni fa perché mi sembrava utile integrare il vissuto di persone comuni con la Storia, anche per fare emergere eventi drammatici poco conosciuti grazie alle omissioni mirate della propaganda fascista”. Le testimonianze e la viva voce sono infatti l’unico antidoto per chi, ancora oggi, vorrebbe utilizzare questi decenni come campo di battaglia tra destra e sinistra, selezionando alcune parti della Storia e tralasciandone altre.
Per questo leggere il “vissuto di persone comuni” come i nonni di Franzaroli e gli altri indimenticabili personaggi di “Orrido famigliare” è più che mai fondamentale: per ricostruire con accuratezza quel complesso mosaico che è la Storia. E per osservarlo nella sua genuinità, senza il filtro delle propagande.
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