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“Invece di ammazzare il vitello grasso, siccome Walter era tornato singhiozzando come un bambino e dicendo che si voleva ripulire, suo papà lo aveva aiutato finché non ce l’aveva fatta del tutto.
Ci volle una decina di giorni. Quando Walter aveva le crisi di astinenza, Beppe lo teneva premuto
contro il letto. Walter si contorceva sotto di lui come un indemoniato, ma non poteva farci nulla, il
fisico mingherlino l’ha preso da Maddalena, Beppe era due volte lui.
Lo insultava, gridava che lo avrebbe ammazzato se non lo lasciava andare a cercare la dose. Beppe a volte gli dava una sberla che lo tramortiva, se no, in altre occasioni, quando stava meno nervoso, gli rispondeva, serafico: «Ammazzami pure, se ci riesci, ma tu da qua non te ne vai».”
Il brano che avete appena letto è tratto dal racconto “Maddalena”, presente nella raccolta di P.G.
Daniel “I confini del male”, pubblicata da Pop Edizioni.
C’è una donna, rimasta vedova, sola in casa con il figlio eroinomane che non fa che entrare e uscire dalla tossicodipendenza, pagandosi le dosi con piccoli reati o derubando direttamente la madre, che non si astiene dal vessare pesantemente ogni volta che può, accecato da quel vizio che lo domina.
Eppure, nonostante i maltrattamenti subiti quotidianamente, quello che emerge dal racconto è
l’amore che la povera donna non smette mai di riservare al proprio figlio, un sentimento a cui è
obbligata da leggi di natura inoppugnabili, che lei riesce a mantenere puro e inalterato fino alla fine, qualsiasi cosa le accada.

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