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“Rem tene, verba sequentur” è la celebre frase attribuita a Marco Porcio Catone, che si può tradurre più o meno così: “Tieni presente l’argomento, le parole per descriverlo verranno da sole”.
Più che come una costatazione, suona come un augurio. Così dovrebbe essere, in effetti: non importa di cosa vogliate parlare e quale stile adottiate per farlo, l’importante è che questi due aspetti si accompagnino quanto più felicemente.
La forma e il contenuto non devono essere altro che due facce della stessa medaglia: come scrivete sia sempre a servizio di che cosa scrivete, affinché la storia giunga al lettore in tutta la sua pienezza.
Uno stesso tema può essere descritto in maniera tragica, scanzonata, grottesca o del tutto neutra: il punto di vista da cui mostrare la storia è una libera scelta dell’autore, motivata da intenti che tendono a esorbitare dal campo dell’estetica per invadere quello della morale.
L’importante è che tra lo stile della narrazione e la materia narrata si crei la giusta simbiosi. Un bello stile è sempre piacevole a patto che non sia gratuito, se non si vuol rischiare di scadere nella belluria, ossia nella ricerca di uno stile ornamentale, la cui artificiosità, anziché arricchire la storia, finisce per penalizzarla.
Un buon testo è sempre un incontro indissolubile tra l’oggetto del racconto e il giusto modo per descriverlo. Ogni racconto deve trovare l’abito che lo vesta a pennello, che l’autore si preoccuperà di procurargli affinando le proprie arti sartoriali.

(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più. Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)

NON siamo una casa editrice A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie infinite.

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