Perché Pop

Abbiamo scelto di chiamarci Pop Edizioni perché vogliamo creare e vendere prodotti popolari, cioè alla portata di chiunque, assolutamente non di nicchia, ma diretti, chiari e immediati. Prodotti che ciascuno possa leggere, anche se non ha trascorso la propria vita a divorare volumi su volumi. E che possa leggere godendosi ogni parola e ogni concetto senza sentirsi inadeguato, impreparato, incapace anche solo di seguire la struttura narrativa di una storia. 

Ma popolare oggi coincide con scadente, ordinario e sciatto. Non c’è cura, non c’è sostanza in questa quantità impressionante di prodotti mal pensati, mal scritti, mal confezionati, che giocano al ribasso, giocano ad appiattire i concetti, a minimizzare le sfumature per ottenere un unico vantaggio: annientare i dubbi. Sono prodotti di evasione, appunto, intesi nel senso peggiore della parola: creati per non pensare. “Distraetevi, rilassatevi, e continuate a sorbirvi le stesse parole mediocri, giorno dopo giorno, fino a non essere più in grado di riconoscere qualcosa di buono da ciò che è pessimo.”

Viceversa, i prodotti di qualità – e ne esistono tantissimi in commercio – rappresentano per molti un muro invalicabile. Sono incomprensibili ai più.

Ma noi di Pop Edizioni siamo “i più”. Quelli normali, che non brillano, non raggiungono l’eccellenza, non segnano lo stacco sulla lunga, breve e neppure brevissima distanza. Noi siamo i miopi, quelli che restano indietro e trovano la risposta giusta dopo due giorni dalla domanda. Siamo la moltitudine anonima che non è in grado di fare la differenza, se non numericamente. Tuttavia, riteniamo che sia un nostro diritto poter acquistare prodotti non elitari, ma comunque di ottima qualità. Perché ci siamo stufati di dover scegliere tra “l’insostenibile leggerezza dell’essere” e “sole, cuore, amore”. E dal “non ne posso più” siamo passati al “voglio”.

Oggi voglio.
Voglio leggere un libro senza sentirmi ottuso e senza correre il rischio di diventarlo.
Voglio che la smettano di rifilarmi spazzatura.
Voglio sorridere, voglio riflettere, voglio farmi venire un dubbio.
Voglio rilassarmi, ma non distrarmi da tutte le brutture che mi stanno costruendo intorno.
Voglio parole oneste e generose.