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Esercizi quotidiani di libertà
Siamo convinti che la felicità sia a portata di clic.
Ogni giorno scorriamo schermi che ci promettono benessere, successo, leggerezza. Le immagini si susseguono veloci: un corpo perfetto, un viaggio da sogno, una vita senza sforzo. Tutto a portata di mano. Tutto acquistabile. Ma cosa resta quando lo schermo si spegne?
Ci ritroviamo circondati da oggetti, eppure insoddisfatti. Ogni desiderio esaudito ne genera un altro, in una spirale senza fine.
Spendiamo più di quel che guadagniamo per sentirci ricchi, e alla fine ci ritroviamo senza soldi a dover gestire sensi di colpa e debiti.
Amazonfree – che prende il nome dalla forza dell’Amazzonia – è un metodo di autotutela e restituzione. Restituisce tempo, autonomia di scelta, disponibilità economica ed entusiasmo.
Ci aiuta a ottenere uno stile di vita proporzionato alle nostre risorse e a quelle del pianeta.
E lo fa in modo semplice con gli Esercizi quotidiani di libertà, perché serve allenamento per depurarsi dalla competizione, dalla fretta, dall’idea che valiamo solo se possediamo.
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Ci ritroviamo circondati da oggetti, eppure insoddisfatti. Ogni desiderio esaudito ne genera un altro, in una spirale senza fine.
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E lo fa in modo semplice con gli Esercizi quotidiani di libertà, perché serve allenamento per depurarsi dalla competizione, dalla fretta, dall’idea che valiamo solo se possediamo.
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Prezzo popolare E-book 4,50 €
Campionario pazzo
di chi accumula cose
Siamo tutti accumulatori di cose e prima o poi dovremo ammetterlo.
Continuiamo a stipare oggetti dentro gli armadi, i pensili, i cassetti e le librerie, senza contare i ripostigli, i sottoscala, le cantine e i garage.
Che siano cose preziose, belle, rare, antiche o insignificanti non ha importanza perché, da qualche parte, c’è sempre un accumulatore che le sta cercando.
E anche se non siamo uguali, anche se ognuno accumula a modo suo, è facile lasciarsi prendere la mano, esagerare, scavalcare i confini del buon senso e cercare, negli oggetti accumulati, una consolante sicurezza.
In questi racconti, però, scoprirete che esistono anche accumulatori di sbadigli, di rifiuti e di scuse per non smettere di accumulare.
Siamo tutti accumulatori di cose e prima o poi dovremo ammetterlo.
Continuiamo a stipare oggetti dentro gli armadi, i pensili, i cassetti e le librerie, senza contare i ripostigli, i sottoscala, le cantine e i garage.
Che siano cose preziose, belle, rare, antiche o insignificanti non ha importanza perché, da qualche parte, c’è sempre un accumulatore che le sta cercando.
E anche se non siamo uguali, anche se ognuno accumula a modo suo, è facile lasciarsi prendere la mano, esagerare, scavalcare i confini del buon senso e cercare, negli oggetti accumulati, una consolante sicurezza.
In questi racconti, però, scoprirete che esistono anche accumulatori di sbadigli, di rifiuti e di scuse per non smettere di accumulare.
Il caos dell’accumulo può peggiorare la qualità della vita, ma a volte sa raccontare meraviglie.
Prezzo popolare Libro 10 € E-book 4,50 €
Io sono bipolare
“Era la prima volta che mi legavano a un letto, ed è sconvolgente essere legati: farebbe impazzire chiunque.
È una tortura progressiva: più ti ribelli e ti agiti, maggiore diventa il sopruso e inaccettabile l’ingiustizia. Più aumenta la pressione delle cinghie più ti sembra che le tue ossa si stiano comprimendo fino a schiacciarsi.
Se invece riesci a mantenerti calmo, se riesci a ignorare le cinghie fingendo di non vederle e non sentirle, se sei in grado di ordinare al tuo corpo di rilassarsi, di divenire molle e accogliente le cinghie per incanto si allentano un poco, si allontanano di un millimetro dal tuo corpo e il miracolo può compiersi: nella tua mente spariscono, dalla tua carne anche.
Ma per farlo bisognerebbe possedere la lucidità e la perseveranza di Ulisse.
Io non sono Ulisse, sebbene in quel risveglio non fossi agitato come avrei potuto e dovuto essere, probabilmente grazie ai farmaci che mi avevano iniettato. In fondo, non mi trovavo a Guantánamo, ma nel reparto psichiatrico dell’ospedale San Paolo di Savona, in Valloria, e dopo un tempo relativamente breve (la percezione di breve cambia considerevolmente se sei quello che lega o che viene legato) mi sciolsero le cinghie, e per ben tre anni nessuno mi legò di nuovo al letto.”
“Era la prima volta che mi legavano a un letto, ed è sconvolgente essere legati: farebbe impazzire chiunque.
È una tortura progressiva: più ti ribelli e ti agiti, maggiore diventa il sopruso e inaccettabile l’ingiustizia. Più aumenta la pressione delle cinghie più ti sembra che le tue ossa si stiano comprimendo fino a schiacciarsi.
Se invece riesci a mantenerti calmo, se riesci a ignorare le cinghie fingendo di non vederle e non sentirle, se sei in grado di ordinare al tuo corpo di rilassarsi, di divenire molle e accogliente le cinghie per incanto si allentano un poco, si allontanano di un millimetro dal tuo corpo e il miracolo può compiersi: nella tua mente spariscono, dalla tua carne anche.
Ma per farlo bisognerebbe possedere la lucidità e la perseveranza di Ulisse.
Io non sono Ulisse, sebbene in quel risveglio non fossi agitato come avrei potuto e dovuto essere, probabilmente grazie ai farmaci che mi avevano iniettato. In fondo, non mi trovavo a Guantánamo, ma nel reparto psichiatrico dell’ospedale San Paolo di Savona, in Valloria, e dopo un tempo relativamente breve (la percezione di breve cambia considerevolmente se sei quello che lega o che viene legato) mi sciolsero le cinghie, e per ben tre anni nessuno mi legò di nuovo al letto.”
La mia vita a ridosso del precipizio.
Prezzo popolare Libro 12 € E-book 4,50 €
T-shirt e Shopper
Parole d'Autore
Tratte dal volume A volte mi calmo
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Pop Edizioni nasce da una domanda molto semplice: perché la maggior parte degli scrittori non guadagna con il proprio lavoro?
Rispondere a questa domanda non è altrettanto semplice.
Scrivere è un lavoro, ed è un lavoro faticoso. Ma non è retribuito per come dovrebbe, che è un modo garbato per dire che spesso non è retribuito affatto.
Sei uno scrittore? Vuoi guadagnare con il tuo lavoro?
Noi diamo il 20 % sul prezzo di copertina all’autore dalla prima copia venduta fino all’ultima.
Ti sembra impossibile? È Pop Edizioni: scrittori che sono editori.
Onestà. Generosità. Rigore. È la premessa per affrontare le parole.
Se la vostra scrittura è onesta, generosa e rigorosa, inviate il vostro romanzo pop in formato digitale, accompagnato da una breve sinossi, a: pubblicazione@popedizioni.it *
* Inviando il romanzo a Pop Edizioni si conferma di aver letto e accettato il trattamento dei Dati Personali ai sensi dell’art. 12 del GDPR nei limiti indicati nella privacy policy.
Lo leggeremo con piacere.
Quattro nomi. Quattro persone oneste, generose e rigorose che hanno scelto di aiutarci, collaborando con professionalità e competenza al nostro progetto.
Claudio Uracchi, ideatore del logo di Pop Edizioni
Elisa Calcagni, Studio Lemmari
Elisa Piria, ENECE Film
Maria Buratti, “E tutti giù per terra”










































