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“Amore
ma perché mi dici sempre la verità?
Non voglio sapere dove vai tutte le sere.
Non voglio sapere che non mi ami più.”
Quando si dice “l’amore è cieco”: le parole che avete appena letto sono tratte dal volume “A volte mi calmo: ritratti di amore e disamore”, scritto da Anita Dolce, illustrato da Catherina Romanelli e pubblicato da Pop Edizioni.
Un diario composto da sessantatré giorni per riflettere con buonsenso e un pizzico di ironia sul grande dolore provocato da una storia d’amore appena conclusa.
Ogni pensiero è accompagnato da un’illustrazione, ed entrambi si possono staccare, appendere alle pareti o regalare a chi sta vivendo le tristi “pene d’amore”.
Ma in campo amoroso è meglio sapere nei minimi dettagli, anche a costo di soffrirne, ciò che ci sta accadendo o è preferibile crogiolarsi in una sana ignoranza che ci permetta di vivere senza ombre la nostra relazione?
In altre parole, l’amore è sincerità o è illusione?
Sarà capitato a molti, venuti a conoscenza di una cocente verità che compromette il proseguimento del rapporto, di preferire, col senno di poi, il velo di ipocrisia che fino a un momento prima li aveva protetti dalla crisi.
Quale delle due condizioni è più giusta?
E si può parlare di giustizia all’interno di un rapporto di coppia o è meglio affidarsi solo ai sentimenti?
L’autrice, nell’intero percorso di questo libro, sembra rimpiangere la troppa razionalità nel ricordo di una felicità perduta, fatta di sensazioni e di abbandono. Ma la fantasiosa creatività con cui rielabora il dolore è già di per sé una vittoria.
Da leggere e rileggere nei momenti bui…

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