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Alcuni anni fa, in un periodo di profonda frustrazione, ero una giovane donna avvilita e carica di risentimento, e trascorrevo buona parte del tempo a torturarmi e rinfacciarmi qualunque tipo di colpa e di condotta: non sono all’altezza e non lo sarò mai, questa vita insoddisfacente e mediocre è opera mia. Fino a quando, durante una doccia mattutina, mi è sembrato di sentire qualcosa sotto le dita. È così che ho scoperto di avere un nodulo al seno e una vita bellissima a cui non avrei mai voluto rinunciare: “la mia vita non deve cambiare, deve rimanere esattamente com’è, noiosa e anonima, pacata e monotona”, continuavo a ripetermi terrorizzata, e non sapevo quanto la mia vita fosse già cambiata.
Era un nodulo gentile e perciò la mia vita è cambiata in meglio. Perché da quel giorno nutro un sincero, disinteressato affetto per me, e la cicatrice che mi impreziosisce il seno è diventata la mia finestra sul mondo. Tutto quello che guardo, lo guardo attraverso di lei e mi appare intenso e inaspettato. È per questo che mi piace persino la noia. Quel senso di insoddisfazione che fa apparire la giornata inutile e vana e ti obbliga a mettere in campo altre risorse. Non ho paura di annoiarmi e non ho paura di restare da sola, chiusa in casa. Al contrario, ho sempre molte cose da raccontarmi, libri da leggere, storie da scrivere e poi riscrivere ancora, per migliorarle. E se proprio mi viene voglia di sgranchirmi le gambe, ascolto la mia musica preferita e danzo nuda nella stanza.

Anita Docile

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