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Oggi vogliamo fare un piccolo sondaggio tra gli amici di questa rubrica: voi come scegliete i libri da leggere?
Partiamo dalle basi: la copertina riveste un qualche ruolo nelle vostre decisioni? Se sì, quale parte della copertina vi colpisce con maggiore facilità? Il titolo? La sinossi sulla quarta? La grafica? Il claim sulla fascetta, qualora ve ne sia una?
Un altro elemento presente in copertina: il nome dell’autore. Vi affezionate a quel particolare scrittore e finite per leggere tutto ciò che ha scritto attendendo ansiosamente le prossime uscite? O preferite saltabeccare da un autore all’altro senza mai soffermarvici troppo?
Che peso hanno le recensioni che trovate sui giornali o online? Le pubblicità commissionate dalla casa editrice? Siete diffidenti quando le vedete oppure vi incuriosiscono?
Preferite ascoltare il passaparola? Se c’è qualcuno di affidabile che vi consiglia un libro seguite volentieri il consiglio?
Vi piace trascorrere pomeriggi in libreria e sfogliare qua e là, leggiucchiando gli incipit e cercando di capire se quella lettura fa al caso vostro?
Le stelline lasciate dai lettori sui vari siti sono di qualche utilità per voi? E il numero di commenti ricevuti? Scarso interesse equivale a scarsa qualità?
Vi convince di più la promozione fatta da chi ha pubblicato il libro o da chi l’ha scritto? La lunghezza del volume può incoraggiarvi o dissuadervi? Meglio libri brevi da finire in fretta o “mattoni” che vi accompagnino per intere settimane?
(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più. Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)
Siamo una casa editrice NON A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie.

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