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“Le parole sono pietre” recita il titolo di un bel libro di Carlo Levi.
“Le parole sono importanti!” esclama il protagonista di un film di Nanni Moretti. “Chi parla male pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste.”
La parola, o fonema, è la parte più breve di un testo. Sono tutte le parole insieme a comporlo, eppure ognuna di esse è fondamentale per dare a ciò che scriviamo il giusto senso che intendiamo trasmettere a chi ci leggerà.
Leopardi giunge a diversificare tra il significato di “termine” e “parola”: il primo indica l’oggetto a cui si riferisce in maniera precisa, puntuale, senza possibilità di fraintendimenti, mentre la seconda rappresenta un vocabolo generico, che dà solo “idee accessorie” di ciò che vuole rappresentare, anziché coglierne l’essenza.
Comunque, che lo chiamiate termine oppure parola, ci siamo capiti: la parola non deve essere di futile utilizzo. Il suo compito, all’interno di un libro, non è semplicemente quello di comunicare. Deve suggerire ciò che descrive come se il lettore potesse vederlo dinanzi a sé.
Alla parola da sempre viene conferito un potere evocativo: la parola è capace di smuovere le volontà degli dei a cui ci si rivolge, può richiamare o scacciare gli spiriti, può far arrivare la pioggia, dare conforto ai propri cari o maledire i nemici.
Le parole per uno scrittore sono “lo strumento” fondamentale. Quando scrivete, sceglietele sempre con la massima cura.
(Pensierino della notte: devo scrivere tanto, ogni giorno, e leggere molto di più. Pensierino del giorno: non basta avere ispirazione, creatività e talento: per scrivere bene servono anche disciplina, determinazione e allenamento.)
Siamo una casa editrice NON A PAGAMENTO, perciò investiamo i nostri soldi, lavoro e competenze solo per pubblicare libri di cui ci innamoriamo. Se siete degli scrittori meravigliosi, potete inviare i vostri testi, in formato word o pdf, a pubblicazione@popedizioni.it Ma prima rileggeteli, valutateli e correggeteli con onestà, generosità e rigore. E ricordate che i refusi non sono una disattenzione, sono una perversione. Grazie.

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