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Per la nostra rubrica, interamente dedicata a tutti gli scrittori del socio-cosmo, oggi vi presentiamo il testo di Rosi Lovisi.

Continuate ad inviarci le vostre creazioni e noi continueremo a darvi voce!

Una volta sveglio, si chiese il motivo di quella fastidiosa vergogna che gli saliva alle labbra. Sembrava volesse parlare al suo posto, senza spiegargli da dove fosse arrivata; non riuscendo, allora ripiegava per salire agli occhi e gonfiarli di lacrime, dopotutto facili da ricacciare. La vergogna, in fondo, era una di quelle emozioni negative, generate da sensi di colpa pretestuosi, che la società aveva da tempo cancellato dall’antropologia di quei tempi. Provarla veniva considerato una specie di riflesso accidentale di antiche sedimentazioni culturali, e per questo ritenuto controllabile, rimuovibile.

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