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Se la vostra storia d’amore è appena finita e sentite che il vostro ex vi manca in maniera indicibile, sappiate che è assolutamente “fisiologico”.
Sarebbe più inquietante il contrario.
Ed è normale che di continuo vi chiediate “Perché mi ha lasciato? Perché non torna?” e scandagliate ogni ricordo in cerca di una speranza, anziché di una risposta.
Perché è l’incredulità a dominare la mente.
Quando una relazione s’interrompe, ci si sente “all’improvviso abbandonati”, nonostante che il concetto di abbandono sia semplicemente un mezzo subdolo per auto-infierire sui nostri sentimenti delusi.
Nessuno può “abbandonarci o lasciarci”: sono due termini del tutto scorretti, quando si parla di amore. E lo si capisce solo dopo aver attraversato tutte le fasi del disamore.
“Io e te.
Noi due.
Te lo ricordi?
Forse no.
Altrimenti saresti qui con me
e non lì con lei.”
L’inganno spesso è prodotto dalla nostra mente, più che dal comportamento del partner. Non vogliamo vedere la verità, che infine ci travolge inaspettata e potente.
Come spiega chiaramente Anita Docile in “A volte mi calmo: ritratti di amore e disamore”, in cui l’autrice racconta con ironia, buon senso e tenerezza i giorni immediatamente successivi alla fine di una storia d’amore.
A completare il volume 63 splendide illustrazioni della pittrice uruguaiana Catherina Romanelli, da staccare e appendere alle pareti di casa per circondarsi di travolgente bellezza quando il cuore è cupo.
Per cominciare a sentirsi meglio fin da subito.

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