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Le critiche al mondo dei social network sono all’ordine del giorno.
Alcune sono giuste, altre comprensibili, altre ancora sono l’occasione per giocare a fare i bacchettoni, fino ad arrivare alle critiche pretestuose, perché oggi è di moda indignarsi un po’ a caso.
Tuttavia, bisogna essere onesti e riconoscere quando i social network fanno realmente la differenza, fino addirittura a salvare una vita.
Un esempio cristallino è quanto accaduto recentemente negli Stati Uniti.
In North Carolina, una ragazza di 16 anni, di cui si erano perse le tracce, in auto con il suo rapitore, è riuscita a chiedere aiuto a un automobilista con un gesto preciso della mano: ha mostrato il palmo, ha piegato il pollice al suo interno e poi l’ha chiuso tra le dita.
Si tratta del “Signal for Help”, lanciato negli Stati Uniti ad aprile 2020 dalla Women’s Funding Network, ideato per denunciare casi di violenza domestica durante il lockdown dello scorso anno.
I tutorial su questo segnale di aiuto hanno spopolato su Tik Tok, ma anche sugli altri social network, e nel caso della sedicenne rapita le hanno letteralmente salvato la vita.
Il guidatore, infatti, riconoscendo il gesto, ha subito chiamato il numero d’emergenza 911, facendo intervenire le forze dell’ordine che hanno bloccato e arrestato il rapitore.
Una storia a lieto fine, che forse avrebbe avuto un epilogo diverso se la ragazzina non avesse perso ore e ore su Tik Tok.
E io mi sono morsa la lingua per tutte le volte che ho sgridato i miei figli che, anziché passeggiare a piedi nudi nel parco, se ne stavano sul divano a navigare sul web all’infinito.
Per farmi perdonare, stasera pizza…
(Stefania F.)

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