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A cosa serve un Museo? A conservare, a dare valore, sicuramente a non disperdere.
Quando un amore finisce qualcuno si libera da un’oppressione, qualcuno si dispera per molto, troppo tempo.
Per tutti però “qualcosa si è rotto” o interrotto: il cuore, la relazione, l’eros, la speranza che nutre i giorni. Si lasciano i pezzi lungo la strada oppure li si conserva gelosamente, a riprova che quell’amore è esistito realmente, non è stato un sogno, non è stata follia.
“Quanto tempo impiega l’amore a sparire dal mio corpo, e dal tuo?” si domanda Anita Docile nel suo bellissimo “A volte mi calmo”: come si fa a sopravvivere a un doloroso abbandono, quando le domande pulsano ossessive nella mente sino a fermare il tempo?
Come si fa a dimenticare, quando la mente e il corpo non pensano ad altro, non desiderano altro che amore?
Si può, sostiene Anita Docile, con una buona dose di ironia e tanta tenerezza per sé:
“Io e te. Noi due. Te lo ricordi?
Forse no. Altrimenti saresti qui con me e non lì con lei.”
Per dimenticare, alcuni buttano via tutto, ma altri, proprio come Anita Docile, da quei cocci hanno tratto capolavori che ancora leggiamo per guarire dalle notti insonni.
E sono stati proprio due artisti a capire che quei cocci, avanzi e frammenti di una vita sentimentale condivisa, avevano certamente dignità museale: Olinka Vištika, produttrice cinematografica, e lo scultore Draźen Grubišić, dopo quattro anni di amore hanno capito che non sarebbe stato possibile buttare ogni ricordo d’amore.
Perciò, con un pizzico di ironia, nel 2020 hanno dato vita al Museo delle Relazioni interrotte, a Zagabria, premiato l’anno seguente con il Kenneth Hudson come museo più innovativo d’Europa: un luogo in cui quei pezzi di vita – un biglietto, un oggetto, un dono – trovano spazio, e senso.
Un museo a cui chiunque può donare tutto quel che resta degli amori finiti o bruscamente interrotti. Oggetti che ritrovano una dignità collettiva, condivisa, pubblica, pop: perché l’universo di parole e di sentimenti racchiuso in ciascun ricordo può sopravvivere all’amore e persino al disamore.

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