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Alcuni eventi sono talmente inquietanti e assurdi da sembrare tratti da una fiction creata da una mente fantasiosa e contorta.
Questa è la storia di Kayla, una bambina americana rapita quando aveva solo nove anni.
Era il 2017 e la madre, a cui il tribunale aveva ingiunto di non avvicinarsi alla figlia, l’aveva sottratta al padre, suo legittimo tutore. Da allora Kayla si era come volatilizzata, senza che nessuno ne avesse più saputo alcunché.
Per molti anni il padre si era affidato a varie associazioni per genitori di minori scomparsi, oltre che alle indagini ufficiali delle forze di polizia, senza mai riuscire a rivederla.
Il mese scorso è arrivata l’inattesa svolta dell’intera vicenda: un telespettatore, particolarmente fisionomista, l’ha riconosciuta al volo guardando la puntata di una serie trasmessa da Netflix.
Pare che la madre l’avesse iscritta negli anni a vari casting, uno dei quali sfociato nella partecipazione alla serie tv.
L’uomo ha segnalato i suoi sospetti alla pagina social dedicata alla piccola Kayla, e il padre si è rivolto immediatamente alle autorità, che finalmente gli hanno fatto riabbracciare la figlia, assicurando la madre rapitrice alla giustizia.
Per una volta una fiction si è conclusa con un reale happy end.

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