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Nel primo fine settimana di settembre, presso la cooperativa “Di mano in mano” di viale Espinasse a Milano, dalle 10 del mattino alle 7 di sera si è tenuto l’evento “All you can wear”.
Non “tutto quello che puoi mangiare” ma “tutto quello che puoi indossare”: alle prime mille persone giunte sul posto è stato consegnato, per la modica cifra di 18 euro, un capiente shopper da riempire con tutti i vestiti e gli accessori presenti all’interno del punto vendita.
Lo scopo dell’iniziativa è quello di rimettere in circolo vestiti nuovi ma prematuramente accantonati dalle aziende e destinati al macero o capi di abbigliamento vintage o di seconda mano, ma ancora in perfetto stato.
Secondo dati recenti, ogni anno l’80% del vestiario inutilizzato è destinato a essere eliminato dalle filiere commerciali, trasformandosi in immense quantità di rifiuti spesso ingiustificati, considerando la portabilità che nella maggior parte dei casi ancora conservano.
Ed è proprio per combattere questa tendenza che è stata organizzata la due-giorni milanese: contro lo spreco e per ridare nuova vita ad abiti e accessori ripescati in tempo da un ingiustificato dimenticatoio.
La moda, si sa, è fatta di “corsi e ricorsi”. Quello che smette di piacere adesso tornerà a piacere tra qualche anno.
Sarebbe bene non buttare via niente, ma se non avete armadi abbastanza capienti, cercate almeno di passare i vestiti dismessi, ma ancora indossabili, a chi ne saprà fare buon uso: amici, negozi dell’usato o, ancora meglio, associazioni che si occuperanno poi di distribuirli alle persone meno abbienti.

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